Sale il
bilancio delle vittime mentre i soccorsi ritardano. Già
stanziati 2 miliardi di dollari
MILANO,
3 gen - Continua a salire il bilancio delle vittime, ora
a 145mila, dello tsunami che il 26 dicembre ha colpito il
Sud-Est asiatico. L'Organizzazione Mondiale della Sanità
ha registrato i primi segnali di malattie gastrointestinali,
trasmesse dall'acqua inquinata e dagli insetti mentre le
operazioni di soccorso faticano a mettersi in moto.Il segretario
generale dell'Onu Kofi Annan, in un'intervista alla Abc,
ha parlato della "enorme complessità" dello
sforzo di soccorso (sono 1,8 milioni i sopravvissuti), che
ha mobilitato le energie internazionali nella dozzina di
Paesi colpiti dalla catastrofe. Oggi Annan partirà
per Giakarta dove il 6 gennaio parteciperà al vertice
dei Paesi donatori. «Per alcune aree ci potrebbero
voler dieci anni prima di risollevarsi» ha dichiarato
nella stessa intervista Annan.
Pedofili
e stupratori
Un nuovo incubo sta colpendo le donne e i bambini
delle zone colpite: quello dei pedofili e degli stupratori.
Un gruppo dello Sri Lanka, "Women and Media Collective"
ha detto di aver ricevuto denunce di stupri ai danni delle
donne che si trovano nei campi profughi. «Abbiamo
avuto notizia di violenze, abusi fisici e psicologici nei
confronti di donne e ragazze» nelle tendopoli, ha
riferito un portavoce. Il leader dell'organizzazione per
la protezione dei bambini in Sri Lanka, Harendra de Silva,
ha rivelato all'agenzia Ap che vi sono già state
denunce di violenza sessuale anche contro i bambini, molti
dei quali, orfani, si trovano fra il milione di sfollati
cingalesi: «Sono molto vulnerabili - ha aggiunto de
Silva - e vivono accampati all'aperto».
In Indonesia la polizia ha avviato un'indagine basata sulle
denunce arrivate di traffico di bambini. «Non
sappiamo cosa sia successo, perché c'è ancora
una situazione caotica. Tuttavia il ministero vuole compiere
delle indagini, poiché non possiamo tollerare una
cosa del genere», ha detto un funzionario del ministero
per gli affari sociali, Makmur Sunusi. Una forte
percentuale delle quasi 100mila persone uccise dal maremoto
sono bambini - hanno riferito alcuni cooperanti in Indonesia
- e si presume che siano tanti anche fra i circa 200 mila
dispersi.
In Svezia il quotidiano Expressen
parla oggi, citando fonti della polizia thailandese, di
un probabile rapimento di un bambino svedese di 12 anni, K*.,
portato via da un uomo, mentre era in un ospedale vicino
a Khao Lak secondo quanto ha raccontato un medico.
L'agenzia cattolica Asianews ieri ha denunciato un commercio
di vite umane, basandosi su fonti di volontari islamici
secondo i quali alcune persone cercano di "comprare"
gli orfani dell'Aceh.
*K a été retrouvé décédé, identifié en septembre 2005
(...)
(Libero News)
A
la télévision suisse romande (TSR) le porte-parole
de la police indonésienne, Zanuri Lubis, a reconnu
que si des enlèvements d'enfants avaient déjà
eu lieu avant le Tsunami, le risque que des vols d'enfants
se produisent est maintenant bien plus grand,notamment dans
la vaste zone sinistrée d'Aceh, à Sumatra.
Ces enfants, beaucoup d'orphelins, seraient alors vendus
dans des bordels d'enfants ou présentés sur
le marché de l'adoption illégale.
TSR,
12.01.2005